Flying thoughts

A space for ideas, stories and moments ….. in a continuum without interruption

for those who like to scroll.

 

ARTEMIO

Categoria: Scrittura e poesia

Conobbi Artemio circa dieci anni fa. Allora ero già sposata. Mi ricordo una splendida giornata di agosto che andava a fondersi con il piacere di un viaggio a Catania per passare alcuni momenti con un caro amico. Lo vidi per la prima volta in aereo..non subito però, solo a metà del volo…seduto al posto 66 che scrutava le nuvole come in cerca di una risposta che già sapeva non avrebbe trovato. Aveva occhi di ghiaccio e un viso maturo anche se non superava i 35. I suoi capelli erano stupendi, corti ma non troppo e arruffati come se il vento si fosse divertito a giocarci con quel sale e pepe che fa impazzire le donne. Mi sorrise, anche se i suoi occhi restarono muti…quel sorriso mi dette l’impressione che da quel momento non mi avrebbe più lasciata. E così fu….La notte stessa s’intruffolò tra le nostre lenzuola ed iniziò a darmi baci ruvidi, penetranti, taglienti prima alla testa sfiorandomi le tempie ed gli occhi per poi scendere fino al collo…Fu una notte terribile, come lo furono le altre a seguire, rimase con me…con noi per 6 mesi, poi sparì. Artemio ritorna da me ogni due anni, con una precisione devastante, adesso lo aspetto e se tarda mi preoccupo sebbene il dolore che ogni volta mi fa….Artemio è pura follia, sete di morte, subito, istantanea; ma é anche passione, vita violenta che mi si para davanti come un muro di cemento armato che sai di non poter evitare. Artemio sa farmi gustare i lati belli della vita che lo scorrere frenetico delle giornate non mi lascia tempo di assaporare Artemio è soprattutto dolore…atroce, affilato come una lama che ogni volta mi trapassa il cranio….insopportabile… La mia è una lunga pena…ritornerà ne sono certa…Artemio, é conosciuto da pochi….é discreto, raro, silenzioso. Chi l’ha incontrato è solito chiamarlo cefalea del suicidio Io, dopo tutti questi anni preferisco Artemio.

JACK

Categoria: Scrittura e poesia

Quella sera uscii tardi dall’ufficio, una serata lenta come tutti i venerdì, preludio a chissà quale riposo a chissà quali divertimenti; per poi restare solo un ricordo di un altro fine settimana come tanti. Era già buio fuori e le luci dell’ascensore mi sembravano lanterne magiche che m’indicavano la strada di casa. Forse per questo non lo notai, forse per questo vidi solo i suoi occhi color nocciola brillare nella semi oscurità. Non un saluto, solo un cenno con il capo e un passo indietro come a non voler violare la mia privacy da ascensore. “Serata strana” mi disse, con la lingua della sua razza…”Si” risposi “quasi magica”, ripensando alle luci. Non avevo voglia di parlare, ero stanca e tesa perché quella notte non avrei avuto un uomo al mio fianco…Aveva un odore strano, intenso ed acre come di pioggia mista a foglie secche. L’odore dell’autunno che cancella il sole dell’estate.. “Mi chiamo Jack” disse come a voler rompere il silenzio, “Cristina come tante” risposi io , un’estranea per te pensai. “Sai, sto aspettando che torni” continuò con un velo di tristezza. Non risposi, pensai che tutti aspettano qualcuno o qualcosa, chi l’amore, la gioia o la pace…tutti. Aspettando, c’illudiamo di uscire dal vuoto in cui viviamo.Non lo so cosa mi prese in quel attimo forse la malinconia del calore della vicinanza di qualcuno, forse la disperazione di un ennesimo venerdì in solitudine…..ma l’abbracciai e gli dissi ” stai com me stasera, i cani non sono ben visti in questo condominio”.

LEI

Categoria: Scrittura e poesia

“Mangia e scappa pure” gli dissi, ma era una bugia, era la sola voglia di starmene sola con lei, dei minuti e forse se fortunata delle ore. Lei mi aspetta sempre ogni venerdì, lei sa cosa adoro e conosce come farmi impazzire senza neppure sfiorarmi. Ho fatto di tutto quel 6 giugno per scrollarmi di dosso la presenza di Gianni, inganno bugia menzogna…senza pietà, senza rimorso per i suoi sentimenti per i suoi bisogni di uomo innamorato. Abbiamo tutta una vita davanti gli risposi mentre gli dicevo: “su dai esci, stai tranquillo, divertiti”. Puttana bugiarda che fui…Ma avevo un disperato insaziabile bisogno di starmene sola con lei, farmi inebriare dalla sua voce, dalla magia dei suoi colori. Mi permette di fantasticare su cosa potrei essere invece dello squallore che sono, essere principessa, valletta o astronauta quando e come vorrei. Lei é meglio di un uomo, mi da più soddisfazioni di un orgasmo…lei é tutto…Gianni mi ha lasciata la scorsa settimana é uscito sbattendo la porta….poco importa nessun rammarico e stranamente nessuna malinconia.Tanto c’é lei la mia cara, adorata LG. Philips di 32 pollici.

TOC …TOC

Categoria: Scrittura e poesia

Toc..toc…sentii quel giorno bussare alla porta. Non volli aprire subito, ero appena uscita dalla doccia e come sempre mi trovavo orrenda con quel nido d’api in testa. Urlai “Un attimo arrivo! “Mi cambiai con calma aprii l’armadio, feci scendere l’asta che sosteneva le grucce dei vestiti disposti in ordine per colore; e osservai, il cielo fuori dalla finestra era grigio in sintonia con il mio stato d’animo…Guardai l’abito color fucsia che presi con Nils ad Oslo. Racchiudeva in 1000000 fiorellini i colori della primavera che stentava a venire quell’anno…Pensai: ” forse ancora dorme come me, forse è annoiata come me, forse”. Indossai mutandine e reggiseno quasi dello stesso colore pensai “oggi sarà giorno di festa”. Mi guardai la pancia che ancora non dava i segni della menopausa che già aveva deciso di rendermi visita. Era ancora tonica e muscolosa “una tartarughina di muscoli” pensai e sorrisi, mi sfiorai il seno duro ed i grandi capezzoli, mia mamma spesso mi diceva “devi avere sangue africano per i capezzoli che ti trovi”. Uscii dalla camera ricordandomi dell’ospite sconosciuto che dietro alla porta stava aspettando. Urlai di nuovo “ancora un attimo e sono da lei”. Mi diressi in bagno, saltellando a piedi nudi sulle piastrelle della cucina, che quel giorno erano particolarmente fredde. Mi venne in mente quando da bambina con mia sorella e i nostri amichetti del cuore Athos, Daniele e Mattia andavamo con la slitta nei campi e ci mettevamo tutti uno sopra l’altro e gridando, ridendo come pazzi scendevamo a grande velocità per poi trovarci alla fine con la faccia completamente immersa nella neve. Daniele e Mattia se ne sono andati molti anni fa, entrambi strappati alla vita a neanche 20 anni…Mi si inumidirono gli occhi e guardandomi nello specchio del bagno mi dissi ..”tu no, tu sei ancora qui….oddio quanto mi mancano”…Passai la crema sul viso, un filo di fondotinta e un po’ di fard per coprire l’eterno pallore. Mi diressi alla porta, e feci per aprire, ma mi bloccai…Mi ricordai quando qualcuno mi disse “io, in amore non torno mai indietro. Neppure io” risposi. Guardai il gatto che se ne stava accovacciato come un gomitolo di lana sul calorifero vicino alla porta. Lo presi in braccio e voltai le spalle alla porta. “vieni dissi andiamo a fare colazione non c’è nessuno là fuori”.